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BEAUTY NEWS

La bellezza (e i capelli rosa) non si sono fermati nemmeno durante la quarantena. Il lockdown forzato ha incrementato la creatività delle persone, in primis influencer e celebrities, che hanno dato vita a interessanti tendenze beauty. Sui loro profili hanno condiviso le loro sperimentazioni nella scelta dei colori, nella beauty routine e nella riscoperta di hairstyling. Scopriamo insieme questi beauty trends perché c’è da scommetterci andranno avanti per tutta l'estate 2020.

Maschere viso (fai da te e non)

Il “me time”, come lo chiamano gli inglesi, cioè il tempo da dedicare a sé stessi non è mancato, così molto celebrities hanno deciso di farsi una maschera al viso. Un trattamento prezioso, in grado di rigenerare la pelle e togliere quel colorito spento. C’è chi l’ha sperimentata in coppia, è il caso di Kristen Bell e Dax Shepard che hanno postato i loro visi coperti dalla maschera Rael, un brand che utilizza fogli di bamboo super idratanti intrisi di vitamina C, collagene, rosa o estratto di ananas. La modella/attrice Molly Sims, invece, usa la sleeping mask di Murad, ma la applica durante il giorno perché ha notato maggiori benefici per la sua pelle.

Capelli rosa (e trucco pink) 

Il fascino del rosa continua. Colore Pantone nel 2016 con il rosa confetto, poi è arrivato il Millennial Pink, un rosa pallido tendente al beige, che è diventato un modo d’essere di una generazione. E adesso il pink ritorna, dominando le chiome. Le hanno sfoggiate su Instagram: Sarah Michelle Geller, Jennifer Love Hewitt, Dua Lipa e anche Ricky Martin. Senza dubbio il rosa negli hairstyling sarà il colore preferito del post lockdown, capace di rendere i lineamenti più dolci e dare una luce speciale al volto. Inoltre è trasversale, va bene a qualunque età. Ma c’è rosa e rosa: dal rosa chiaro pastello, etereo e fiabesco, al rosa pesca, un’alternativa al biondo; dal rosa gold, vivace e intenso, al rose bleached, un rosa leggero molto evanescente. Pink non solo sui capelli ma anche nel make-up, l’hanno consacrato Ariana Grande e Kylie Jenner, un rosa leggero a partire dall’ombretto al blush fino al lipstick, sfumature romantiche per un tocco delicato e chic.

Frangia lunga e spuntatine DIY

Uno dei trend più dominanti, per forza di cosa, è stato il tagliarsi i capelli da sole. La chiusura dei parrucchieri ci ha costretto ad armarci di forbici e procedere al taglio, possibilmente senza fare danni. E così hanno fatto Miley Cyrus, Kaia Gerber, Sabina Socol e Bella Hadid, con risultati abbastanza soddisfacenti, però hanno preferito non accorciare la frangia, per evitare danni irreversibili. Cosi la frangia lunga è ritornata di moda, del resto rende più giovani, il taglio diventa più cool e può nascondere anche qualche difetto. Poi dal parrucchiere la si può sistemare secondo i propri gusti e la forma del viso: più folta e scalata ai lati diventa un tutt’uno con le lunghezze laterali, con la riga laterale o centrale è perfetta per essere illuminata dai colpi di luce.

Space buns (ovvero i codini a chignon)

Dicono che due sia meglio di uno e questo può valere anche per lo chignon. Una volta indicati solo per le ragazzine, i due piccoli bun ai lati hanno dominato in tempo di lockdown, un'acconciatura perfetta anche per chi ha i capelli corti poiché permette di mantenerli ordinati con un tocco di stile. E resisteranno anche durante l’estate visto la praticità, un valido rimedio per non avere l’ingombro dei capelli quando il caldo diventa opprimente. Intercettate in Insta sui profili di Tracee Ellis Ross, Jennifer Lopez e Dua Lipa.



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I capelli ramati sfumati uniscono varie tonalità, dal castano al rosso scuro, fino al rosso chiaro e all’arancione dorato, e da questo mix nasce il colore copper hair, ricco di riflessi, femminile e adatto a tutte le carnagioni.

Non sorprende che molte star di Hollywood lo abbiano valorizzato al massimo, fino a farlo diventare il loro signature look. Emma Stone, Jessica Chastain, Julianne Moore, Isla Fisher e Christina Hendricks sono le più celebri attrici dai capelli rossi ramati, e il loro fascino è indiscutibilmente legato anche al colore dei capelli.

Come creare l’effetto copper hair?

Se volete avere capelli ramati, la scelta ideale ricade sulla loro versione sfumata. L’unione delle varie tonalità sfumate tra loro è infatti la tecnica da scegliere per ottenere capelli rossi ramati dall’aspetto naturale, arricchiti nel loro movimento dai riflessi diversi.

Anche la cura quotidiana, così come la gestione della ricrescita del colore naturale, saranno molto più semplici su una capigliatura sfumata, rispetto a quella che richiederebbe un colore uniforme.

Le tecniche per ottenere i capelli ramati sfumati: Colpi di sole

Su una base rossa, diffusi su tutta la capigliatura in modo uniforme, o posizionati solo su ciocche o altezze specifiche per esaltare al meglio la forma del viso, gli highlight sono la prima scelta per donare personalità ai capelli ramati. Il loro effetto sfumato luminoso si fonde perfettamente con la capigliatura e la esalta.

Shatush e balayage

In questo caso la sfumatura coinvolge le lunghezze dall’alto verso il basso, con un effetto degradé da scuro a chiaro. Partendo dalle radici più scure, il rosso ramato diventa più chiaro e dorato sulle punte, come schiarito dal sole. Questa è la scelta ideale per chi ha i capelli castani, perché potrà mantenere il colore in radice o arricchirlo con riflessi rosso scuro, e man mano schiarirlo verso il basso, ottenendo il massimo della sfumatura sulle punte.

Quale colore di capelli ramati scegliere?

In questo caso vige la regola degli opposti. Se avete la pelle chiara, provate un ramato più scuro. Se invece la vostra carnagione è olivastra, verrà esaltata da sfumature chiare di rosso rame.



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Duran Lantink non avrebbe mai immaginato di diventare famoso disegnando i pantaloni vagina per Janelle Monáe – una gioiosa esplosione di tulle rosa che celebrava la femminilità che ha incendiato la rete quando la cantante li ha indossati per il video di Pynk del 2018. “Non pensavo che avrebbero fatto colpo,” dice al telefono dal suo studio di Amsterdam a Vogue. “Tre mesi dopo, sono diventato quello dei vagina pants.”

Il suo lavoro, tuttavia, va ben oltre un paio di pantaloni. Con il riciclo creativo al centro del suo ethos, lo stilista che ha a cuore l’ambiente ricostruisce capi vintage e invenduti di Prada, Valentino, Off-White o Richard Quinn, smontandoli e rimettendoli insieme. Il risultato? Un ricercato effetto patchwork, che dallo streetwear vira verso l’avanguardia.  

Duran Lantink
Duran Lantink
Courtesy Duran Lantink

Lantink sta ottenendo grandi riconoscimenti per il suo approccio sostenibile, e con ottime ragioni. È stato nella rosa dei finalisti per il premio LVMH 2019, ha collaborato con grandi boutique tra cui Browns e ha creato una serie di look oversize per Billie Eilish, che ha espresso chiaramente la sua posizione sulla sostenibilità e sul cambiamento climatico. Con le grandi quantità di capi che la pandemia da coronavirus ha lasciato invendute nel mondo, Lantink quest’anno è destinato a diventare più richiesto che mai.

Qui, il designer olandese spiega perché il riciclo creativo è la strada da percorrere, com’è disegnare per le celebrità e quali cambiamenti vorrebbe vedere nell’industria della moda.

Cosa l’ha spinta inizialmente a riciclare i capi?

“Ho iniziato a tagliare e mischiare le cose da piccolissimo. Durante gli studi alla Gerrit Rietveld Academie ad Amsterdam tutti m’incitavano a creare cose nuove, ma non capivo perché avrei dovuto farlo se ce n’erano già così tante abbandonate ovunque. Ci sono tantissimi negozi di seconda mano qui ad Amsterdam, c’è un sacco di ottimo materiale. Quindi ho pensato: Facciamoci qualcosa”.

Dove trova i materiali da lavorare?

“Vado nei negozi vintage e in quelli dell’usato, e chiedo ai genitori degli amici se hanno cose che non mettono più. La gente ha cominciato a darmi i tailleur vintage di Chanel; sono stato molto fortunato da questo punto di vista. Lavoro anche con i retailer per creare capi nuovi dalle loro giacenze di merce. È divertente mischiare diverse etichette. È importante per il lusso che sia un prodotto unico, con tutti i soldi che ti è costato.

“Mi piacerebbe fare delle collaborazioni con i singoli brand. Voglio cambiare il sistema e dimostrare che si possono fare le cose in modo diverso.”

Lantink alla ricerca dei pezzi per il look di Billie Eilish.
Lantink alla ricerca dei pezzi per il look di Billie Eilish.
Courtesy Duran Lantink

Come si è ritrovato a disegnare capi riciclati per Billie Eilish?

“La stilista di Billie, Samantha Burkhart, ha visto i miei lavori su Instagram e ha pensato che forse si poteva fare qualcosa insieme per Billie. Le ho spiegato come funziona il mio metodo creativo e lei mi ha mandato dei vecchi vestiti di Billie lasciandomi libertà assoluta. Mi sono anche procurato un vecchio maglione con il diavolo della Tasmania che ho trovato al mercato delle pulci qui ad Amsterdam e ci era rimasta una sciarpa di Acne, che abbiamo trasformato in un maglione.

“Billie è fantastica; ha una posizione decisa sul cambiamento climatico. Può far vedere alla nuova generazione come si può trasformare la moda in qualcosa di meno spiacevole per l’ambiente.”

Ha anche creato i famosi vagina pants per Janelle Monáe. Ci racconti com'è andata.

“Hanno chiamato la mia migliore amica Emma Westenberg, una regista a dirigere il video di Pynk di Monáe. Cinque giorni prima dell’inizio delle riprese, Emma mi ha chiamato nel panico dicendo ‘Duran, mi fai un completo che somigli a una vagina?’ Io ho risposto qualcosa tipo ‘Anche no,’ e lei ha detto ‘Dai, devi farlo, si tratta di Janelle Monáe’.

“È stato divertente ma molto stressante. Ho fatto due disegni e poi tre giorni prima di girare mi hanno dato il via libera, ma dovevamo ancora fare cinque modelli dei pantaloni e farli arrivare a Los Angeles. Così abbiamo preso un volo per Los Angeles e abbiamo cucito in aereo, in macchina – non facevamo che cucire.

“Janelle è stata super contenta del risultato. Le sono grato perché [i pantaloni] sono il motivo per cui ho ottenuto maggiore notorietà.”

Lantink e il suo team al lavoro per comporre il look di Billie Eilish
Lantink e il suo team al lavoro per comporre il look di Billie Eilish
Courtesy Duran Lantink

Che impatto ha avuto la pandemia sulla sua attività?

“È strano a dirsi, ma in un certo senso è stato positivo. Ho avuto un mucchio di richieste da brand e retailer per fare delle collaborazioni perché gli sono rimasti cumuli di scorte. È un bene che la gente cominci a capire che si può ancora fare qualcosa con le rimanenze inutilizzate.

Noi non abbiamo merce in magazzino, quindi non abbiamo avuto il problema di non riuscire a venderla. Prima vendiamo i capi, poi li realizziamo.”

Che ne pensa di quello che si dice nel mondo della moda sulla sostenibilità?

“È troppo presto per dire se i più grandi sono disposti a cambiare. Sarebbe fantastico se smettessimo di fare le pre-collezioni e tutto quel genere di cose. Non ha senso fare le vendite così in fretta. Spero che l’industria faccia dei progressi, ma quello che mi preoccupa è che la gente è troppo abituata ai ritmi pre pandemia”. 

Quali sono i cambiamenti principali che vorrebbe vedere nell’industria?

“Prima di tutto, vorrei che si producesse meno e che i brand considerassero il design circolare. Se compri una giacca da noi e ce la restituisci tra un anno, ti possiamo fare uno sconto per ricrearne una nuova. Questa è la circolarità. I brand non dovrebbero limitarsi a far uscire le collezioni senza sosta e creare  le stesse t-shirt a migliaia. C’è tanta di quella roba in giro; il mondo è strapieno di roba. 

Anche la trasparenza è importante. Quanto sarebbe bello comprare una camicia e sapere chi l’ha fatta, da dove viene? Qualcuno lo sta facendo, ma è un sistema che andrebbe adottato anche dalle maison più note. Vorrei davvero che tutti fossimo più sensibili e responsabili.”

Cos’hai in serbo per il futuro?

“Stiamo facendo nuove collaborazioni con i retailer in Asia, il che è fantastico. Sto cercando di fare dei modelli da mandare digitalmente ai retailer in modo che possano ricreare i modelli riciclati nella loro città, così non dobbiamo importare ed esportare di nuovo. Questa è una prassi che vorrei implementare.

“Non ho bisogno di crescere troppo in fretta. È importante non essere solo una mania passeggera, ma essere [parte] di un movimento”.



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Voglia d'estate, di spensieratezza. Voglia di ricominciare. Sergio Rossi scrive un nuovo capitolo post Covid-19 con una capsule collection che unisce il suo savoir-fair con la gioia di vivere di Manebì. “La vita post COVID disegna una nuova realtà ricca di opportunità per chi sarà audace e senza paura di osare. Collaborare con Manebí rappresenta esattamente questo attitude, unendo due brand Italiani agli antipodi che insieme creano un prodotto nuovo, moderno e di qualità, che profuma di estate" - ha dichiarato Riccardo Sciutto, Sergio Rossi CEO, e aggiunge - "È uno statement importante per me, perché oggi più che mai bisogna trovare modi inaspettati per stupire i nostri clienti e non aver timore di contaminare il proprio brand con energie nuove”.

La capsule Sergio Rossi + Manebí è caratterizzata da uno spirito leggero ed inebriante: sandali, zeppe e flat espradrillas dagli accostamenti inediti di cromie e dettagli. I laccetti con il logo catturano l'attenzione, creando giochi di geometrie decise a contrasto con una palette colori che vede l’alternarsi del nude e del denim; le zeppe svettano e brillano con eccentrici materiali come il glitter con l’applicazione di borchie con cristalli silver; i toni più caldi e senza tempo del camoscio toffee e nero trovano insoliti contrasti dall’allure estiva con pietre turchesi e corallo, diventando segni di un attitude iper glamour che definisce ogni passo con ironia e femminilità.

La capsule Sergio Rossi + Manebí è una lettera d’amore all’Italia e alle sue donne, creata con il desiderio di portare a ognuna di loro una ventata di gioia e spensieratezza estiva" - hanno sottolineato Antonello Benati e Vera Drossopulo Bogdano, fondatori di Manebí - " La collaborazione con Sergio Rossi rappresenta perfettamente la contrapposizione tra il know how di un brand che è storia della Moda e l’animo giovane e avventuroso di Manebì. Una storia che oggi è ancora più bello raccontare insieme, per poter condividere un messaggio di positività e collaborazione in un momento così unico che ci ha fatto riscoprire la forza che abbiamo quando siamo uniti.” 

La factory creativa di srAddiction di Sergio Rossi si arricchisce così di una nuova collezione che racconta il lato più spensierato e ironico della femminilità dell'azienda Made in Italy.

Le foto sono in esclusiva per Vogue.it



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Sin dal 1967, Pomellato ha creato magistrali opere d'arte di gioielleria nel suo atelier milanese. Fondato da Pino Rabolini, figlio di una famiglia di orafi, l'azienda Made in Italy ha sempre pensato e realizzato collezioni prêt-à-porter per donne indipendenti e moderne, senza rinunciare alle più fini tecniche di produzione artigianale. 

In ogni pezzo realizzato troviamo l'abilità artigianale di strutture architettoniche da indossare, nonché lo squisito gusto di pietre colorate abbinate. Ogni senso è qui sollecitato, persino l'udito… 



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In versione ultra chic, country oppure hi-tech, la salopette uomo è una delle tendenze emerse dalle collezioni maschili primavera estate 2020. Un pezzo unico, rubato dal mondo del workwear, che per alcuni stilisti diventa il capo essenziale della stagione, da indossare indistintamente in città o nelle gite fuori porta.

La salopette firmata Celine è la versione più francese che possiate immaginare: vestibilità super slim da portare insieme a blazer doppiopetto e al cappello di paglia a falda larga. Da Emporio Armani il riferimento all'abbigliamento tecnico è dichiarato, con dettagli funzionali e finiture tipiche degli outfit da sport estremo. Materiali inediti per le interpretazioni della salopette uomo di Loewe e Marco de Vincenzo: un patchwork di suede naturale oppure un denim check in 3D.

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Si terrà dal 5 all’8 giugno la terza edizione Archivissima, il festival torinese nato nel 2017 da un’idea di Promemoria per promuovere i patrimoni e le storie conservate negli archivi storici. Un'edizione che, a causa dell'emergenza sanitaria, sarà interamente digitale: Archivissima Goes Digital si prefigura come un progetto ambizioso, “un grande archivio digitale audiovisivo che renderà fruibile nel tempo il lavoro di tutte le realtà partecipanti, ponendo le basi per nuove future esperienze di condivisione”.

Tutti gli enti e le realtà coinvolte parteciperanno, infatti, attraverso la condivisione di podcast realizzati ad hoc, che nei giorni del Festival saranno disponibile presso le principali piattaforme audio, da Apple a Google Podcasts, fino a Spotify. Il risultato è un palinsesto ricco, che mette al centro la figura della donna con l'obiettivo di celebrare i successi al femminile di cui la storia è disseminata e di testimoniare l’importanza dei processi di trasformazione e cambiamento che in tantissimi ambiti le donne hanno saputo attivare. 

In questa occasione Fondazione FILA Museum presenta ‘Donne, atlete’: un excursus che ripercorre la storia del marchio attraverso le sue più grandi campionesse. Attraverso cinque podcast (realizzati con la collaborazione dell’Audio Maker Ted Martin Consoli e della voce narrante di Manuela Tamietti) si racconteranno le vite di Deborah Compagnoni e Fiona May, le tenniste da record Andrea Jaeger, Evonne Goolagong e Kim Clijsters, la calciatrice Carla Overbeck e la cestista Nikki McRay.

I podcast saranno online su www.archivissima.it e sui canali Facebook e Instagram della Fondazione a partire dalle ore 18.00 di venerdì 5 giugno. Sempre venerdì 5 giugno, inoltre, in occasione della Notte degli Archivi, alle 20.00 sarà diffuso sui canali Facebook e Instagram della Fondazione un video esclusivo. Con questo progetto Fondazione FILA Museum vuole raccontare le gesta delle atlete ma anche i mutamenti sociali e di costume, oltre le conquiste nel campo delle pari opportunità. 



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La luce nottura è la soluzione ideale per aiutare i più piccoli a combattere la paura del buio e a dormire più sereni e tranquilli nella loro cameretta. Le luci soffuse e delicate non disturbano il riposo. Di seguito trovate le migliori luci notturne per bambini in vendita in questo momento, diverse per colori, forme e immagini proiettate. Ce n'è davvero per tutti i gusti e tutte le fantasie.Continua a leggere

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French Manicure, la guida definitiva 
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French Manicure, la guida definitiva 2018

Rivisitata, reinterpretata, decorata: la French Manicure piace sempre, piace tanto. Per saperne di più, abbiamo intervistato Antonio Sacripante, Director of Education for pArish e nail stylist protagonista delle settimane della moda.

Perché si chiama French Manicure e chi l’ha proposta per la prima volta? «C’è chi attribuisce a Chanel la paternità di questo nail design, datandolo agli anni '30; c’è invece chi sostiene che l’attributo "francese" sia unicamente una strategia di marketing, che richiama l'eleganza e la raffinatezza tipiche francesi. Il boom di questa tecnica è comunque stato tra gli Anni '70 e gli Anni '80 quando l’americano Jeff Pink, utilizzando l’acrilico, realizzò la manicure con le punte dipinte di bianco. Da allora, il trend non ha mai conosciuto crisi».

Nonostante sia ancora molto attuale la versione originale, sono nate nel tempo diverse varianti... «La versione "au reverse" consiste nella decorazione della parte cuticolare anziché del margine distale dell’unghia**,** quella "sideway" prevede che il motivo si trovi invece a lato dell’unghia. La cosiddetta "mezzaluna" evidenzia invece la lunula (base dell’unghia), mentre la variante "stripes" vede la sovrapposizione di diverse strisce di colore. La "baby boomer", una variante tra le ultime nate, vede lo sfumarsi dei colori nude e bianco, in maniera graduale sull’unghia, anziché prevedere lo stacco netto di colore tra le due tonalità».

Quale la forma perfetta dell’unghia per ottenere un risultato ottimale? «Non esiste una regola generale per tutti, dipende principalmente dalla forma naturale dell’unghia. Se la lunula è larga, la forma squadrata corta è quella più adatta; più la lunula è ovale, più la forma dell’unghia sarà naturale e quindi la French a mandorla, taglio a oggi più trendy. In generale, se la lamina ungueale (superficie) è corta, la French non è indicata, perché il bianco tende ad intozzare la mano. La versione "baby boomer", per esempio, aiuta a superare questo limite: andando a sfumare il colore bianco verso le cuticole in maniera sempre più tenue, si accentua la sinuosità dell’unghia. Altro escamotage in questo senso è optare per  l’eyeliner manicure, dove viene steso un sottile filo nero o colorato sulla cima dell’unghia».

Quali gli abbinamenti migliori per le versioni colorate? «Bisogna ragionare con il color matching, accostando quindi due nuance molto facili da abbinare o, al contrario, estremamente contrastanti, come il rosso e il nero. Un esempio di "au reverse" dai colori ton sur ton è quello proposto da Roberto Cavalli nella collezione Primavera/Estate 2018: l’oro rosa e il nude creano un’armonia estremamente regolare sull’unghia. In generale, la tendenza è quella di accostare colori cremosi, ad eccezione di chi ama sperimentare con nuance particolarmente definite».

Come utilizzare al meglio applicazioni e i glitter? «Perché la tenuta aumenti, chiudiamo il lavoro con un top coat o una colla per unghie. Sicuramente le applicazioni decoro sono più attuali rispetto ai glitter, a meno che non si tratti di un look Anni ’80».

Sui social impazzano versioni fantasia e pattern. Quali i temi più di tendenza? «Per il day by day, sono indicate versioni meno articolate, facili da indossare e da mantenere, come la "baby boomer" che aiuta a nascondere la ricrescita dell’unghia. Nelle versioni decorate, il concetto di french twist è tra i più utilizzati: la zona del french risulta decorata. Nel wedding, per esempio, trovo originale la riproposta di un dettaglio del vestito nella zona del french».

E infine ecco le indicazioni di base (ma inline trverete moltissimi tutorial) per realizzare a casa le versioni di french manicure più in voga. FRENCH MANICURE CLASSICA 1. Sfatiamo un mito: non è necessaria la base trasparente 2. a mano libera o con l'uso di specifici adesivi sagomati, tracciate un sorriso di smalto bianco sulla crescita dell’unghia. Una volta asciugato, perfezionate con un secondo, ma sottile strato 3. lasciate asciugare bene e poi con la pennina correttore - che all’interno ha un solvente - ripulite eventuali sbavature 4. stendete su tutta l'unghia uno strato di smalto trasparente o lattiginoso

BABY BOOMER 1. stendete sull'unghia lo smalto color nude 2. stendete lo smalto bianco su un terzo dell'unghia partendo dall'alto 3. prendete una spugnetta da trucco e sfumate lo smalto bianco verso il basso picchiettando con delicatezza 4. sigillate con un top coat

Foto in apertura Vincent Peters, Vogue Italia, luglio 2012



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Her story is a fairy tale – with a mighty dollop of reality and grit. Growing up in Russia, she helped her mother sell fruit in the market; looked after her sister, who has special needs; and hobbled through a childhood in which her family could not afford to buy new shoes for her growing feet.

Then, as in all the best stories, she became a model in her teens, married a British aristocrat, and was all set for her happy ever after.

It was during the terrible Beslan massacre, when terrorists seized a Russian school, when she had the realisation that her life – glamorous but empty – needed an opportunity to give back.

Her new path of philanthropy was born with the Naked Heart Foundation, which she established to build playgrounds and parks for abandoned, orphaned, disabled and special needs children across Russia and giving hope and support to despairing families.

Photographed by the world’s greatest talents and still in demand as a perennial supermodel, Natalia’s Fabulous Fund Fairs continue to support children in need, while other energetic projects include co-founding the Elbi app, for micro donations to a host of charities, and FLO – a women’s health platform.

Natalia met her fiancé, Antoine Arnault, on the set of a 2008 Louis Vuitton campaign. They plan to marry this summer, Coronavirus willing. She is looking after the kids’ role in the party, while Antoine is arranging the grown-up aspects.

And the wedding dress? Natalia confided in me the inspiration behind the design, but you will have to listen to this podcast to find out exactly what! 

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Preparatevi a guardare il cielo. Il 5 giugno si verificherà un evento astronomico fra i più attesi del 2020, e che potremo osservare anche qui da noi in Italia: l’eclissi di Luna penombrale. Non sarà spettacolare come le eclissi del 27 luglio 2018, definita la più lunga del secolo, e di gennaio 2019, ma quelle penombrali sono eclissi rare, e quindi ricche di fascino.

Ma cos’è esattamente un’eclissi di Luna penombrale? A differenza dell’eclissi di Luna “normale”, che si verifica quando la Terra si trova tra il Sole e la Luna, ed è perfettamente allineata con i due corpi celesti, quella penombrale si verifica quando la Luna inizia solamente ad attraversare la parte più esterna del cono d'ombra che la Terra proietta nello spazio, il cono di penombra, appunto. E quindi non resteremo totalmente al buio!

Quando potremo vederla? Anche se meno intensa e poco percettibile dalla Terra rispetto alle eclissi di Luna “classiche”, totali o parziali, l’eclissi di Luna penombrale sarà visibile in Italia dalle 19 circa, quando la Luna (in plenilunio) inizierà a sorgere da est-sud-est, e quello sarà anche il momento in cui la Luna raggiungerà il massimo del suo oscuramento all’interno del cono di penombra. Nel dettaglio: la Luna entrerà nella penombra alle 17.45, il momento centrale dell'eclissi si verificherà alle ore 19.25, e poi il satellite uscirà dalla penombra alle 21.04.

Cosa si vedrà? L’eclissi del 5 giugno renderà la Luna piena un po’ meno luminosa, e un po’ più offuscata, ma si tratta di un’eclissi di penombra parziale, per questo il fenomeno sarà poco visibile. Una curiosità: la Luna piena di giugno era stata ribattezzata Strawberry Moon, Luna delle fragole, dai Nativi americani Algonchini perché coincideva con il periodo di raccolta delle fragole, mentre in Europa l’ultimo plenilunio di primavera era chiamato anche Luna delle Rose o Luna di Miele.

Cosa dice l’astrologia? L’eclissi di Luna in generale per l’astrologia rappresenta un momento di rinascita, di nuovi inizi e di consapevolezza. L’eclissi del 5 giugno è un fenomeno poco spettacolare, ma pieno di significati. La Luna opposta al Sole in Gemelli formerà l’eclissi lunare con il Sagittario, ardimentoso segno di fuoco e in quadratura con Marte, il pianeta associato all’azione, al dinamismo, all’aggressività. E questo porterà a un momento di introspezione che potrebbe far emergere sentimenti di rabbia o emozioni represse. Gli astrologi raccomandano di tenere sotto controllo l’impulsività. Ma anche le emozioni più forti, se ben incanalate, possono portare a pensieri e azioni utili per noi e per gli altri, soprattutto in questi momenti difficili di emergenza sanitaria e di tensione sociale. Il nostro satellite d’argento, simbolo di femminilità, creatività e intuizione, ci offre uno spunto per riflettere su quello che accade nel mondo: con il naso all’insù (nuvole permettendo), ma con i piedi ben piantati per terra.



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Il vestito lungo a fiori è una declinazione romantica di quello boho-chic, entrambi modelli che sono in voga nell'estate 2020. Questi abiti non sono una novità: come direbbe Miranda Priestly in Il Diavolo Veste PradaFloreale? In primavera? Avanguardia pura,” ma ogni anno puntualmente ne rimaniamo affascinati. Merito delle stampe floreali, a quei boccioli che si schiudono su chiffon, lino e cotone di popeline, alle corolle di petali che arricchiscono corpini, maniche e gonne. 

Sono rose, margherite, papaveri, anemoni, non ti scordar di me: la varietà dei motivi bucolici è importante, così come i toni utilizzati. Alle sfumature pastello si alternano quelle più vivaci, pronte per darci la carica nella calda stagione estiva. 

Tra le novità di stagione, la moda estate 2020 propone vestiti taglio grembiule, perfetti per un look fresco e spensierato.

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Take Away Diet
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Take Away Diet

La vita è una scelta, c'è poco da fare. Ci sono quelle grandi, impegnative, che ti fan fare manovre in salita e pure col freno a mano. Poi ci sono quelle piccole, quotidiane, da fare possibilmente anche con gli occhi chiusi. Ordinare da mangiare per qualcuno sta a metà fra queste due categorie. Perché va bene che non cambieranno gli equilibri del mondo se ordiniamo una bistecca al posto di un piatto di pasta, ma potremmo mettere un po' a repentaglio la linea. Questo capita, ovviamente, anche quando facciamo take away, cambia la forma, ma non la sostanza. E visto che una scelta sbagliata sul menu può cambiare di molto l'apporto calorico, ecco qualche consiglio – ispirato a Byrdie – su cosa ordinare quando la cena è delivery. 

GIAPPONESE

Evitate tutto ciò che è fritto, ma anche il tonno spicy (la maionese che utilizzano per renderlo piccante non può essere tolta) e i roll con la Philadelphia. Preferite nighiri e maki con pesce fresco e verdure. Ovviamente anche il sashimi è un'ottima scelta. Iniziate con una miso, delle alghe in insalata o degli edamame. Se non avete voglia di pesce crudo optate per il teppanyaki e non per il teriyaki che ha una salsa molto zuccherata. 

CINESE

Se non volete assumere tutte le calorie di una giornata in un pasto solo evitate tutto ciò che è agrodolce, soprattutto quando si tratta di maiale. Questa portata infatti non solo è fritta ma anche molto condita, una combo che “regala” quasi mille calorie. Optate per gamberi e verdure, meglio se al vapore. Il fritto è buono, ma considerate che l'olio aumenta di 50 grammi la quantità di grassi. 

INDIANO

Tutto ciò che è Tandoori costituisce un'ottima scelta. Questo perché il cibo viene cotto in un forno (tandoor appunto) senza salse pesanti. Via libera anche per tutti i piatti “Bhuna”, state solo alla larga da tutto ciò che è pieno di crema o burro. Meglio evitare i samosa (sono super fritti) e i naan, il pane tipico indiano, soprattutto se con il formaggio. Non esagerate con il riso e ordinate al suo posto delle verdure o dei legumi (lenticchie, spinaci, ceci). 

AMERICANO

Gli Americani friggono è vero, ma grigliano anche un sacco. Per cui non ci sono scuse: potete tranquillamente scegliere qualcosa di leggero come pollo e pesce. Meglio evitare invece le insalate che, il più delle volte, sono ricchissime di condimenti e salse. Se non potete rinunciare all'hamburger scelietelo veggie o di tacchino e mangiate solo metà del pane (o la parte sopra o quella sotto), in alternativa un sandwich di pollo può essere una buona idea. Inutile dire che sarebbe meglio evitare di ordinare le patatine. 

MESSICANO

Se volete andare sul sicuro optate per le Fajitas di pollo e verdure altrimenti per le enchiladas (sempre di pollo) accompagnate da burritos o tacos. Evitate invece il riso con i fagioli perché spesso è condito con il lardo e andateci piano con la guacamole. Se scegliete la tortillas di mais risparmierete 50 calorie in confronto a quelle di farina normale. In tema salse, via libera a quelle a base di pomodoro, meglio invece evitare quelle a base di formaggio.Vogue Italia, Maggio 2014**Foto di Miles Aldridge



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Le sue creazioni avevano conquistato Hollywood: da Spike Lee a Charlize Theron a Meryl Streep in Il diavolo veste Prada: tutte le più grandi celeb hanno indossato uno dei pezzi di haute joaillerie di Roberto Faraone Mennella, originario di Torre del Greco, morto a 48 anni in seguito a una malattia.

Creazioni Faraone Mennella
Creazioni Faraone Mennella

Con l'amico e socio Amedeo Scognamiglio il designer aveva creato "R.F.M.A.S", partendo dagli Stati Uniti per poi espandersi anche a Londra, New York, Los Angeles, Pechino e Capri (la loro prima boutique italiana inaugurata nel 2012). Insieme i due avevano conquistato molte copertine delle edizioni internazionali di Vogue.

Il 17 marzo 2020 aveva raccontato sul suo profilo Instagram la sua battaglia con il cancro, resa ancora più difficile dalla pandemia di Covid-19.

Una collana Faraone Mennella
Una collana Faraone Mennella

Lo ricordiamo con una gallery delle sue creazioni più belle.

Faraone Mennella
Amedeo Scognamiglio and Roberto Faraone MennellaEva RiccobonoJennifer AnistonLily DonaldsonRosario DawsonCouture collectionCouture collectionCouture collectionCouture collectionVogue Italia, Febbraio 2011Vogue Giappone, 2011Stella CollectionStella CollectionStella CollectionStore in New YorkStore in New YorkStore in LondonStore in CapriGiardino collection on QVCInfinito collection on QVCGiardino collection on QVCGiardino collection on QVC


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