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BEAUTY NEWS

Le nuance si chiamano ‘I giorni della nostra vita’, ‘Central Perk’ e persino ‘Gatto Rognoso': non ci sono dubbi che la nuova palette I’ll Be There for You di ombretti firmata dal brand americano Peachy Queen andrà a ruba tra gli affezionati della serie andata in onda per la prima volta nel 1994. Il pack ricorda la porta viola dell’indimenticabile casa di Monica e Rachel e racchiude al suo interno 16 tonalità dai colori accesi e squillanti perfette per i nostalgici del telefilm anni ’90.

L'articolo Fan di Friends: arriva la palette di ombretti ispirata alla serie di culto sembra essere il primo su Glamour.it.



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GIORGIO ARMANI: PRIMA DELLA SFILATA PRE-FALL 2020/2021

Nel delirio di colori, rumori, frenesia e nervosismo che è il backstage delle sfilate, Linda Cantello, International Make-up Artist Armani Beauty, si aggira con la sua imperturbabile calma zen e l’inossidabile sicurezza dovuta alla bravura indiscussa e ad anni e anni di esperienza. Con il suo team di collaboratori sta lavorando al trucco della pre-fall 2020/2021 che sfilerà di lì a poche ore. Il tema della collezione è “Trasformismo” e infatti i capi sono un mix di sensualità e rigore, di maschile e femminile, di suggestioni orientali e spunti rétro.

Due modelle prima della sfilata Pre-Fall 2020/2021 di Giorgio Armani. Trucco realizzato da Linda Cantello
Due modelle prima della sfilata Pre-Fall 2020/2021 di Giorgio Armani. Trucco realizzato da Linda Cantello
matteoscarpellini.comE il make-up?

"Come gli abiti è un mix & match di Giappone, anni Trenta e qualche elemento grafico dei Novanta".

Che in pratica cosa significa?

"Sulle sopracciglia abbiamo realizzato un tratto geometrico lungo che rimanda agli anni Trenta. Il nero sulle palpebre è un richiamo al trucco occhi giapponese ma il modo in cui il nero viene sfumato è chiaramente un elemento degli anni Novanta. Poi abbiamo usato solo un po’ di colore sulle labbra e sulle guance, tendenzialmente la stessa nuance. È un look abbastanza monocromatico. Ed essenziale, come piace a Giorgio Armani".

Nel backstage della sfilata Giorgio Armani Pre-Fall 2020/2021 il make-up nero sulle palpebre richiama il trucco giapponese (parola di Linda Cantello)
Nel backstage della sfilata Giorgio Armani Pre-Fall 2020/2021 il make-up nero sulle palpebre richiama il trucco giapponese (parola di Linda Cantello)
matteoscarpellini.comLe sopracciglia così marcate ma non stilizzate sono il segnale di una nuova tendenza che non le chiede più perfettamente disegnate?

"Lui (Giorgio Armani, ndr) non le vuole perfette. E sono molto d’accordo con lui. Amo che il trucco degli occhi non sia perfetto ma artistico. E credo che, in generale, sia una tendenza diffusa. La gente vuole esprimere se stessa, hanno tutte/i più confidenza con il make-up senza sentire la pressione di dover essere, apparire perfetti. Secondo me il trucco, inteso in questo senso, è più interessante e moderno".

Focus sulle sopracciglia alla sfilata Pre-Fall 2020/2021 di Giorgio Armani. Make-up by Linda Cantello
Focus sulle sopracciglia alla sfilata Pre-Fall 2020/2021 di Giorgio Armani. Make-up by Linda Cantello
matteoscarpellini.comLa perfezione non è più l’obiettivo da raggiungere?

"Non è più realizzabile. Quello che si vede su Internet, ottenuto da mille filtri, o da frame ottenuti da migliaia di scatti poi rilavorati, non è realizzabile nella realtà vera. E non è neanche un messaggio positivo. L’importante è essere se stessi. E non usare il make-up come una maschera dietro alla quale nascondersi".

TRUCCO GIORGIO ARMANI PRE-FALL 2020/2021: HOW TO

Alleati imprenscindibile per la realizzazione di questo make-up, le basi: Armani Prima Glow-On Moisturizing Balm, Power Fabric Concelear, Power Fabric Foundation e Designer Lift Foundation.

Lo stick di Neo-Nude A-Contour è stato invece usato per creare un po’ di contouring: "Sempre estremamente naturale e mai troppo forzato".

Per lo smokey eyes (trucco occhi), invece, prima è stata tracciata una sottile linea di matita nera e poi la sfumatura è stata create con Eye Shadow Palette, Notorius.

Ultimo step: Lip Maestro, matte nature, su labbra e zigomi.



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È approdato sugli scaffali delle librerie un piccolo pezzo di mondo: “Nathaniel Goldberg”, edito da Damiani, è un ensemble autobiografico che del fotografo di madre americana e padre francese, ora stabile a Parigi, racconta l’amore per il reportage, per culture e momenti lontani, catturati con sguardo lucido ma attento; ma anche un’estetica precisa, delicata e forte al tempo stesso, che ha fatto delle sue foto di moda altrettante testimonianze del mondo.

PERSONAL PROJECT
ALASKA, USA, 2007
PERSONAL PROJECT ALASKA, USA, 2007
Nathaniel Goldberg

*Perché ha deciso di fare questo libro? Cosa rappresenta nella sua vita?* Dopo 25 anni di attività come fotografo, ho pensato fosse il momento giusto per tornare indietro nel tempo, fare un bilancio degli obiettivi raggiunti, ma contemporaneamente anche rileggere il mio lavoro personale, per vedere se c'è un legame con il mio lavoro nella moda. È stato un viaggio alla scoperta di me stesso, per analizzare cosa ho fatto in questo periodo della mia vita. Il fatto di dover riprendere in mano migliaia di immagini, nell'arco di circa un anno, mi ha costretto a sollecitare continuamente le mie emozioni, a considerare la loro importanza oggi. Mi sono chiesto come erano invecchiate, se erano ancora in grado di smuovere sentimenti, qualità, questa, senza tempo. Volevo chiudere un capitolo, e guardare avanti.

*Nell'introduzione, Jerome Neutres definisce il suo un libro d'artista, una sorta di autoritratto attraverso le sue stesse immagini.. E’ d'accordo? Se sì, perché?* Trovo molto difficile analizzare il mio lavoro. Detto questo, ogni foto ha qualcosa di molto personale, dietro a ogni immagine c'è una storia che solo io e poche altre persone conosciamo. Penso sia così per i libri di molti fotografi: rappresentano un frammento di quello che sono, fanno da specchio alla loro anima. Il mio obiettivo era realizzare una collezione di immagini che rappresentasse chi sono, dalla scelta delle fotografie al design del libro.

PERSONAL PROJECT
INDIA
PERSONAL PROJECT INDIA
Nathaniel Goldberg

Moda e viaggi, modelle e natura... Ho la sensazione che lei abbia una doppia anima, metà bianca, metà nera. Come riesce a combinare questi due estremi, la limpidezza della natura e gli artifici della moda? Affronto entrambi i soggetti con la maggiore apertura mentale possibile, e di solito l'istinto mi aiuta a orientarmi. La moda è per lo più un lavoro di squadra, dove posso contare su molti elementi, come la stylist, il capello, il trucco e la modella; quando scatto i miei progetti personali entro in una sfera diversa, devo fare affidamento soprattutto su me stesso e sui miei soggetti. L'approccio è molto diverso, cerco di diventare una "mosca sul muro” per catturare un istante che sembri sincero e autentico. In entrambe i casi mi sento arricchito, che io stia scattando il ritratto di un bambino con una paralisi cerebrale a Barcellona, un guru Aghori in India, un prostituto maschio a Bangkok o una modella a New York o Parigi, mi sforzo sempre di vivere il momento e osservare ogni dettaglio, per non perdere l'attimo. Apprezzo le situazioni estreme in cui mi trovo e come mi fanno sentire, alimentano la mia esperienza di vita e allo stesso tempo la mia anima. E il mio lavoro di moda ne trae beneficio, mentre quello personale è rafforzato dall'estetica che ho imparato dalla moda.

MAGAZINE: V MAGAZINE
MODEL: DARIA WERBOWY
EDITOR: GEORGE CORTINA
CREATIVE DIRECTOR: STEPHEN GANHAIR
HAIR: SERGE NORMANT
MAKE UP: LISA BUTLER
DESIGNER: GIORGIO ARMANI, CHAIKEN
NY, 2004
MAGAZINE: V MAGAZINE MODEL: DARIA WERBOWY EDITOR: GEORGE CORTINA CREATIVE DIRECTOR: STEPHEN GANHAIR HAIR: SERGE NORMANT MAKE UP: LISA BUTLER DESIGNER: GIORGIO ARMANI, CHAIKEN NY, 2004
Nathaniel Goldberg

Stella & India... Cosa rappresentano per lei? Eleganza, sofisticatezza, eccentricità, femminilità, mascolinità, colore, contraddizione, estremi, caos, visivo.

Viaggio. Viaggia da solo? E le foto, le scatta da solo? In India e in Thailandia c’è Jordi Devas, un caro amico che mi ha aperto le porte del mondo della prostituzione maschile a Bangkok, nel Bengala occidentale, invece, se Adam Baba Ji non mi avesse accompagnato, non sarei riuscito a fare le mie fotod avere accesso a queste persone. Io e lui. Viaggio senza assistenti, voglio essere solo, non avere distrazioni che possano alterare l'atmosfera tra me e i miei soggetti.

25 anni di carriera, e pochissime notizie su di lei, solo le tracce durature lasciate dalle immagini... E’ un "fuggitivo", o soltanto un uomo molto discreto? Mi considero un uomo discreto e in fuga.

Qual è il suo genere di fuga? Evadere, per me, è passare del tempo con mia figlia.

Goldberg e i maestri della fotografia. Cosa ha imparato da loro? C'è qualcuno che potrebbe definire il suo maestro? Sono molti i maestri che mi hanno ispirato e che mi hanno fatto sognare di essere un fotografo. Con le loro immagini mi hanno insegnato a guardare.

Un piccolo pensiero su Peter Lindbergh, come uomo e come fotografo... Ho una grande ammirazione per Peter, sul piano umano e su quello artistico. Ho scoperto le sue immagini quando avevo 15 anni e ho collezionato ogni copia di Vogue Italia, sognando di diventare un giorno un fotografo. Senza Peter, forse oggi le mie immagini sarebbero molto diverse.

MAGAZINE: UOMO VOGUE
EDITOR: GEORGE CORTINA
HAIR: JAMES BROWN
MAKE UP: DEBBIE STONE
PARIS, 2002
MAGAZINE: UOMO VOGUE EDITOR: GEORGE CORTINA HAIR: JAMES BROWN MAKE UP: DEBBIE STONE PARIS, 2002
Nathaniel Goldberg

English text

‘Nathaniel Goldberg’, simple yet strong. This is the title of a new publication that traces the work of the renowned fashion photographer through a mix of fashion photography and reportage. Now available in bookstores, ‘Nathaniel Goldberg’, published by Damiani, is an autobiographical collection of works by the photographer who was born in France to an American mother and a French father and currently lives and works in Paris. It documents his love for documentary photography and far away cultures captured with an ever-attentive eye and depicted through an aesthetic that is precise, delicate and strong at the same time and has contributed to turning his fashion images into pieces of recording evidence of our times.

Why have you decide to do this book? what does it represent in your life? I thought it was was the right moment to go back in time after 25 years of being a photographer, to make an assessment of what I had accomplished but at the same time to evaluate my personal work and see if there was a correlation with my fashion work. It was a journey of self acknowledgement and to analyse what I had achieved during that period of my life. The fact of editing thousands of pictures during a period of about a year forced me to persistently solicit my emotional state and consider its relevancy today, I was asking myself the question how my pictures had aged, if they still provoked an emotion, a timeless quality. I wanted to close a chapter and look ahead.

In the introduction, Jerome Neutres defines the book an artist book, a sort of autoportrait you've created with your images...Do you agree, and if yes, why? I find it very hard to analyze my own work, that said, each picture feels very personal to me, there’s a story behind each picture that only I and few people know about. I feel that it’s true with a lot of photographers books, that they represent a fragment of who they are, they serve as a mirror into ones soul. The objective was to achieve a collections of pictures that embodies who I am, from the choice of the actual photos to the design of the book.

MAGAZINE: W MAG
MODEL: STELLA TENANT
EDITOR: JOE ZEE
CREATIVE DIRECTOR: DENNIS FREEDMAN
HAIR: JIMMY PAUL
MAKE UP: FULVIA FAROLFI
NY, 1996
MAGAZINE: W MAG MODEL: STELLA TENANT EDITOR: JOE ZEE CREATIVE DIRECTOR: DENNIS FREEDMAN HAIR: JIMMY PAUL MAKE UP: FULVIA FAROLFI NY, 1996
1996-98 AccuSoft Inc., All rights reserved

Fashion & travel, models & nature... It seems to me like you have a double soul, half white, half black. How do you combine the extremes, the clarity of nature and the artifice of fashion? I approach both subjects with a very open mind and my instinct usually help guide me, fashion work is mostly a team work where I can really on a lot of elements like the stylist, hair, make up and model, as to when I’m shooting my own projects, I immerse my self into a different zone where I have to rely mostly on myself and the subjects I’m seeking. The approach is very different, I try to be a “fly on the wall”, trying to capture a moment that feels authentic and honest. Both aspects of my work are enriching, whether I’m taking a portrait of child with Cerebral Palsy in Barcelona, an Aghori guru in Indian, a male prostitutes in Bangkok or a fashion model in NY or Paris, I always strive to be in the moment and observe every detail so that I don’t miss a beat. I relish the extreme situation I find myself and how they emotionally make me feel, they cultivate my life experience and equally my soul. My fashion work benefits from that experience and my personal work benefits from the aesthetics I have learned from being a fashion photographer.

Stella & India... What do they represent for you? Elegance, sophistication, eccentricity, femininity, masculinity, color, contradiction, extremes, chaos, visual.

*Travel. Do you travel alone? Do you take your pictures alone?* For India and Thailand, I travel with my close friend Jordi Devas who has opened the doors for me to take pictures of male prostitutes in Bangkok and Adam Baba Ji in West Bengal, with out him I wouldn't been able to have access to those people. It’s just him and me, I travel with out assistants as I want to be alone with out any distractions that could alter the atmosphere between myself and my subjects.

25 years of career, and very few news about you, only the lasting tracks of your images...Are you a "running man" or only a very discret man? I consider myself a discreet man that is running...

MAGAZINE: PERSONAL
MODEL: BANANA TREE
WEST BENGAL, INDIA, 2017
MAGAZINE: PERSONAL MODEL: BANANA TREE WEST BENGAL, INDIA, 2017
Nathaniel Goldberg

What is your kind of escape? My escape is spending time with my daughter.

Goldberg and the masters of photography. What have you learned from them? and, Is there anyone you can say your mentor? I have many mentors that have inspired me and made me dream of being a photographer, by observing their pictures they have taught me how to look.

Just a little thought about Peter Lindbergh, as man and photographer... I equally admired Peter on a human level and on an artistic manner, he inspired me at a very young age, I discovered his pictures when I was 15 years old and I collected every Italian Vogue, dreaming of one day being a photographer, without Peter my pictures would probably be very different today.

MAGAZINE: VOGUE ITALIA
MODEL: ASHLEY GRAHAM
EDITOR: GEORGE CORTINA
CREATIVE DIRECTOR: GIOVANNI BIANCO
HAIR: DIDIER MALIGE
MAKE UP: DIANE KENDALL
NY, 2017
MAGAZINE: VOGUE ITALIA MODEL: ASHLEY GRAHAM EDITOR: GEORGE CORTINA CREATIVE DIRECTOR: GIOVANNI BIANCO HAIR: DIDIER MALIGE MAKE UP: DIANE KENDALL NY, 2017
Nathaniel Goldberg


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Il celebre selfie di Kim Kardashian dopo aver eseguito un trattamento PRP

 

Se siete iscritti a Instagram forse ricorderete questa immagine postata da Kim Kardashian nel 2013: la star americana si era appena sottoposta alla procedura PRP, acronimo di ‘plasma ricco di piastrine’, e non aveva resistito a scattare una foto ricordo. L’impatto visivo è un po’ forte ma rende l’idea del motivo per cui negli Stati Uniti sia definito vampire facial, letteralmente ‘trattamento del vampiro’. Sul suo account social da più di cento milioni di followers, il viso di Mrs West appare ricoperto di sangue e l’immagine è così truculenta che i fan impauriti si sono scatenati nei commenti chiedendosi cosa fosse accaduto alla loro beniamina.

La procedura alla quale si è sottoposta Kim, in realtà, non coinvolge Nosferatu ma una seduta nello studio di un medico estetico; non include nemmeno morsi sul collo, solamente qualche forellino realizzato con un ago sterile. Quello che rende speciale questo trattamento è l’utilizzo del sangue del paziente, che viene poi centrifugato con un apposito macchinario che permette l’estrazione delle sole piastrine. Quello che viene ottenuto è proprio il PRP, che viene poi iniettato nell’area da trattare tramite un ago sottilissimo oppure tramite una tecnica simile al microneedling grazie alla quale si praticano del micropunture sul viso che poi viene trattato con il preparato. Le piastrine vengono utilizzate perché contengono i fattori di crescita in grado di attivare le cellule staminali svolgendo un ruolo importante nei processi rigenerativi (motivo per cui vengono impiegate anche come rimedio anti calvizie per promuovere la ricrescita dei capelli). E lo scopo del Vampire Facial è proprio questo, stimolare la produzione di collagene regalando al viso evidenti effetti anti-age.

Il procedimento è considerato sicuro perché il sangue utilizzato è quello del paziente stesso, il che minimizza il pericolo di rigetto o di reazione allergica. Inoltre è indolore perché il viso viene prima anestetizzato con una crema alla lidocaina che ne riduce temporaneamente la sensibilità. I risultati si vedono già dopo pochi giorni e l’effetto aumenta dopo due-tre settimane. Il numero delle sedute necessarie varia in base alla zona e alle condizioni iniziali della pelle e va sempre stabilito insieme al medico. In seguito alla seduta la pelle può presentare dei piccoli lividi, in corrispondenza delle iniezioni, che guariscono nel giro di pochi giorni.

Secondo il Centro Nazionale del Sangue dell’Istituto Superiore di Sanità il «trattamento con PRP non presenta effetti collaterali, cionondimeno una preparazione impropria e non conforme ai requisiti di qualità e sicurezza imposti dalla normativa di riferimento può rappresentare un rischio per il paziente. Un procedimento di lavorazione inadeguato potrebbe esporre al rischio di contaminazione batterica e/o infezioni» e sottolinea che «per poter eseguire tale terapia, la struttura deve possedere l’autorizzazione all’utilizzo di emoderivati. Il PRP, anche definito gel di piastrine (gdp), in base alla normativa nazionale attualmente vigente può essere preparato solo nei servizi trasfusionali (ST). La preparazione e l’utilizzo del prodotto sono, infatti, disciplinati dalla Legge n.219/2005 che regola la donazione, la manipolazione e lo stoccaggio del sangue e dei suoi derivati e dal Decreto Legislativo 20 dicembre 2007, n. 261». Un aspetto di cui è fondamentale tenere conto nel momento in cui si sceglie lo studio medico al quale affidarsi per il trattamento. Inoltre la Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia raccomanda di «non sottoporsi a questi trattamenti, se non in strutture sanitarie che abbiano una specifica autorizzazione dell’autorità sanitaria competente e il consenso del comitato etico ad effettuare questo tipo di sperimentazioni»..

 

L'articolo Vampire Facial: tutto quello che c’è da sapere sul trend che fa discutere sembra essere il primo su Glamour.it.



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Quando il Kindle è stato lanciato nel novembre 2007, doveva rappresentare una svolta. Come l’iPod nel 2001, l’e-reader avrebbe dovuto rivoluzionare il mercato proclamando l’estinzione dei suoi predecessori analogici.

Inizialmente, la risposta fu promettente - negli Stati Uniti, il primo Kindle fece sold out in meno di sei ore – ma più di un decennio dopo, la tendenza si è invertita. Le statistiche di Nielsen BookScan indicano che le vendite di libri cartacei stanno aumentando, con il mercato inglese della carta stampata in crescita del 2,1% nel 2018. Si registra il quarto anno consecutivo di crescita per il settore, mentre secondo la Association of American Publishers le vendite di e-book sono scese del 3,6 per cento nello stesso periodo.

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Pino Grossetti/Mondadori via Getty Images

Cosa c’è dietro questa inversione di marcia? Gli analisti hanno citato di tutto, dall’affaticamento da schermo dei millenials alla preoccupazione per la chiusura delle librerie indipendenti, ma c’è un altro fattore in ballo: Instagram. Dalla nascita della piattaforma social nel 2010, l’hashtag #Bookstagram è stato usato più di 34 milioni di volte. #Kindle appare solo 2,5 milioni di volte. Scrollate il vostro feed e vedrete foto di libri stagliarsi su meravigliosi scenari, scaffali di libri coordinati per colore, recensioni delle ultime uscite.

L’ascesa dei book club di Instagram

«I kindle hanno avuto il loro momento» dice Jane Curry, prorietaria e amministratrice delegata di Ventura Press, una delle più grandi case editrici indipendenti australiane. Anche se i titoli della sua azienda sono disponibili in formato e-book, Curry vede le vendite stagnare. «Non sono mai stata una fan», aggiunge. «Sono brutti e l’esperienza della lettura diventa una transazione». Secondo lei, alla maggior parte dei millenials piace comprare belle edizioni in librerie locali e discuterne, sia di persona che online. «Inoltre Instagram influenza la curatela di liste di letture e, quindi, quello che leggiamo», conclude. L’aspetto curatoriale spesso prende forma nei book club di Instagram, account che raccomandano nuovi titoli e incoraggiano il dibattito nelle sezioni dei commenti. Feed creati da Emma Watson e Reese Witherspoon, e community come @wellreadblackgirl sono votati alla carta stampata e si sono guadagnati follower devoti.

Stella Tennant posa in una libreria di Parigi, abito Balenciaga, Vogue 2004605655768
Stella Tennant posa in una libreria di Parigi, abito Balenciaga, Vogue 2004
Arthur Elgort/Conde Nast via Getty Images

Uno di questi account è @subwaybookreview, che documenta cosa si legge nella metropolitana di New York. È frutto dell’intuizione di Uli Beutter Cohen che, trasferitasi in città da Portland nel 2013, voleva mettersi in contatto con altri amanti dei libri. Sei anni dopo, ha collaboratori in svariate altre città, tra cui Berlino, Santiago e Lahore. «Instagram ha cambiato il modo in cui scopriamo i libri e la nostra percezione di chi li legge», racconta a Vogue. In particolare, le sue foto mostrano persone con in mano libri cartacei. «Molti adolescenti leggono libri cartacei perché sanno che così nessuno raccoglierà i loro dati», aggiunge. Ma anche l’estetica è un fattore cruciale. «La copertina è importante», concorda. «La gente mi dice che ci sono due modi in cui si scopre un libro. O per la raccomandazione di un amico, o perché trova bella la copertina e decide di comprarlo».

Uli Beutter Cohen, fondatrice di @subwaybookreview
Uli Beutter Cohen, fondatrice di @subwaybookreview
Moira MorelGiudicare un libro dalla copertina

Sempre di più, i libri sono apprezzati non solo per il contenuto ma per la loro bellezza in quanto oggetti. La scrittrice e libraia Emma Straub ha descritto questo passaggio in un articolo per Vulture in cui scrive: «How to Write an Autobiographical Novel di Alex Chee è un libro di cui la gente ha postato talmente tante foto che il passaparola è diventato un passa-immagine. La gente entra e non dice solo "Ho sentito parlare di questo libro", sa già che aspetto ha».

Le grafiche vistose funzionano meglio, soprattutto su Instagram e Amazon, dove normalmente si visualizzano in miniatura. Curry riconosce questa nuova attenzione alla grafica nell’editoria. «Le nostre copertine sono molto influenzate da Instagram», dice. «Infatti, la maquette di una delle nostre ultime pubblicazioni, Special di Melanie Dimmitt, aveva addirittura un mood board con la paletta dei colori».

Claudia Schiffer a Roma, 1994599763249
Claudia Schiffer a Roma, 1994
Arthur Elgort/Condé Nast/Getty Images

Tutto questo significa che compriamo i libri perché li troviamo esteticamente belli e perché li abbiamo visti nei nostri feed? Instagram può ispirarci, ma può portare a competitività e sentimenti di inadeguatezza. L’anno scorso, il Guardian ha pubblicato un racconto satirico che si intitolava “Non hai tempo di leggere? Puoi sempre posare con un libro su Instagram”, alludendo all’aura di virtù che possono alimentare i post sui libri, come pure all’amore per lo stile che prevale sulla sostanza.

Il futuro è nelle Insta novel?

Se Kindle e le grafiche discrete sono le prime vittime di Instagram, c’è chi teme che il romanzo sarà la prossima. Nell’agosto 2018, la New York Public Library ha lanciato Insta Novels, un’iniziativa che permette agli utenti di leggere classici come Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carrol sulle story di Instagram. «Instagram ha creato senza saperlo la migliore libreria per questo nuovo tipo di romanzo online«, dice Corinna Falusi, partner e direttrice creativa di Mother New York, l’agenzia pubblicitaria dietro al progetto. «Dal modo in cui giri le pagine, a dove appoggi il pollice durante la lettura, l’esperienza [Instagram Stories] riporta inequivocabilmente alla lettura di un romanzo cartaceo».

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In questo caso, il ritorno alla carta si rivelerà semplicemente una fase che prelude a un’era di letteratura più digitalizzata? Beutter Cohen non ne è convinta. «Ci piace tenere i libri tra le mani», dice. «Ci piace sottolineare frasi che ci commuovono. Ci piace passare i libri ad altri e vedere dove li portano. Quindi no, non penso che il libro cartaceo potrà mai andare fuori moda».



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Ci sono i capelli corti di Lady Diana, l'hairstyle spettinato di Kate Moss che tutte abbiamo desiderato almeno una volta nella vita. Non solo: ci sono le acconciature realizzate per le sfilate (Chanel uber alles) e quelle per gli shooting di moda, sempre, a priori del contesto, in costante equilibrio fra raffinatezza e follia.

Chi ama la moda sa, conosce, spunta diligentemente nella sua lista mentale chi sia e cosa abbia fatto e continui a fare Sam McKnight. Hairstylist dal genio scattante e allegro, dotato di forte piglio (la sottoscritta venne anche redarguita - per giusta causa - nel backstage di una sfilata), oggi viene riconosciuto con l'Isabella Blow Fashion Creator Award **premio fra i più prestigiosi fra i Fashion Awards. "Non me lo aspettavo e lo dico sul serio", ammette Sam McKnight "Sono, ovviamente, felicissimo: lavoro nel mondo della moda da 40 anni". Un award che suona quasi come un, meritatissimo, "grazie". Noi abbiamo avuto la fortuna di intervistarlo e di parlare di capelli certo, ma anche di Karl Lagerfeld e Dalie...

COME SEI DIVENTATO SAM MCKNIGHT? "Vengo da New Cumnock una piccola città scozzese. Ho fatto mille lavori la svolta è arrivata quando mi sono trasferito a Londra dove ho iniziato a lavorare nel salone di Molton Browne. Poi sono iniziati li shooting, i servizi che, attenzione, erano il scala più ridotta rispetto ad oggi. Erano gli anni 70, un periodo storico eccitante ma in cui, scegliere di fare ‘carriera’ come hairstylist nella moda aveva qualcosa di pionieristico. Di fatto mi sono trovato nel posto giusto al momento giusto. Il “timing”, nella vita, è fondamentale".

SE POTESSI DARE UN CONSIGLIO AL SAM DI INIZIO CARRIERA COSA GLI DIRESTI?

Di tenere gli occhi aperti e la bocca chiusa. Di imparare da chi può insegnare senza essere così, diciamo, ‘generoso’ nell’esprimere la mia opinione. Ma forse sono cose che direbbero tutti, invecchiando, al proprio io più giovane. D’altronde, più passano gli anni più si diventa, se non più saggi, di certo meno naif”.

QUALI SONO LE DIFFERENZE FRA UN SET E UNA SFILATA?

“Sebbene il risultato non cambi - lavorare sull’immagine e creare capelli che siano coerenti rispetto ad essa - la sfilata è un lavoro ‘concentrato’ che richiede attenzione, ma anche velocità. Realizzare lo stesso hairlook su 100 modelle è infatti molto diverso che avere il focus solo su una, due, tre al massimo come di solito succede sul set. In entrambi i casi devi essere preparato, ma sul set c’è spazio per l’improvvisazione creativa, nel backstage di una sfilata invece no. Non è un caso che si fanno le prove con lo stilista giorni, a volte settimane, prima dello show”.

HAI LAVORATO PER ANNI CON KARL LAGERFELD, COM'ERA IL VOSTRO PROCESSO CREATIVO PER SCEGLIERE GLI HAIRSTYLE DELLO SHOW?

“Tutto aveva inizio con uno schizzo di Karl, a volte anche molto piccolo. Il disegno da cui nacque l’acconciatura-croissant della sfilata Alta Moda per la Primavera Estate 2016 di Chanel era stato per esempio realizzato in un piccolo angolo dietro a una busta.

L'acconciatura-croissant disegnata da Karl Lagerfeld e realizzata da Sam McKnight per l'Alta Moda SS 2016 di ChanelCHANEL
L'acconciatura-croissant disegnata da Karl Lagerfeld e realizzata da Sam McKnight per l'Alta Moda SS 2016 di Chanel
GORUNWAY

E come dimenticarsi i caschetti punk, sempre Haute Couture, per l'Autunno Inverno 2015/2016 (sempre Chanel, ndr)? In quel caso Lagerfeld voleva un taglio corto ma dove fosse libera l’interpretazione.

La rivisitazione del classico caschetto firmata da Sam McKnight per l'Alta Moda Chanel AI 2015/2016
La rivisitazione del classico caschetto firmata da Sam McKnight per l'Alta Moda Chanel AI 2015/2016
GORUNWAYHADID, JENNER, GERBER... STIAMO ASSISTENDO, SECONDO TE, A UN RITORNO DELL'ERA DELLE TOP MODEL?

“No, no e no: non credo ci sia alcun ‘ritorno’. Quell’Era è finita e non lo dico con nostalgia ma con realismo: oggi ci sono i social media, le modelle sono già dei ‘personaggi’ prima di calcare le passerelle. Naomi, Cindy, Claudia… erano delle sconosciute e anche la loro vita ci era preclusa: avevano la personalità che il servizio richiedeva. Oggi con Instagram invece è come se ci fosse chiaro fin dall’inizio il carattere di una modella come di una star. Di certo però nomi come Hadid, Gerber e Jenner stanno ridando ustro al concetto di ‘power models’ a cui diedero vita icone come Gisele Bundchen e Daria Werbowy”.

SUI SOCIAL POSTI SIA I TUOI LAVORI SIA MOLTISSIMI FIORI. È IL GIARDINAGGIO IL TUO ANTI STRESS? 

“Più che un hobby o un anti stress per me è proprio un modo per meditare. Il mondo della moda - che amo come il primo giorno, non fraintendermi - è fatto di Ego, personalità forti, dialogo, discussioni e corse contro il tempo. Quando ho a che fare con piante e fiori invece sono solo, in silenzio, non ho orari: posso concentrarmi due minuti come un’intera giornata. I miei fiori preferiti? Le dalie. Sono grandi, colorate quasi arroganti. E poi fioriscono fino a novembre”.



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Il segreto per ravvivare l'inverno? Puntare su colori accesi e decisi. Su nuance che riescono a sdrammatizzare anche il più serioso degli outfit, come il tailleur. E oggi a dimostrarlo è Kate Middleton, perfetta e impeccabile, come sempre, nel suo completo giacca-gonna color magenta firmato Oscar de la Renta, che ha indossato per la seconda volta. Altri elementi che spezzano la monotonia? Il colletto e la vita plissettata. Il tutto è stato abbinato a un paio di pump Gianvito Rossi e a una clutch stampa cocco di Aspinal London, entrambi di colore nero.

La Duchessa di Cambridge ha indossato questo outfit in occasione dell'inaugurazione del Nook Children Hospice, a Norfolk.

The Duchess Of Cambridge Opens The Nook Children HospiceSamir Hussein

Ecco qualche idea per dare un tocco d'energia all'inverno attraverso i colori.

GivenchyLorenzo MontanaraRoksandaBalmainDolce & Gabbana


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Il 2020 vedrà ben ben Royal Wedding all'interno della famiglia reale inglese: ddopo Beatrice di York, convolerà a nozze anche Flora Ogilvy, la cugina di William ed Harry. Nelle ultime ore ha annunciato il fidanzamento ufficiale con Timothy Vesterberg, mettendo in mostra il prezioso anello di diamanti che porta all'anulare sinistro.Continua a leggere

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Elodie X Carmens

Oggi sempre di più la danza, la musica e la moda entrano in dialogo e diventano insieme fonte di ispirazione per stilisti, protagonisti di importanti progetti artistici e il fulcro di campagne moda. Sono tanti i giovani talenti di fama internazionale considerati icone di stili, molte le star chiamate come testimonial di noti brand e un buon numero di fashion house che trovano il proprio estro creativo nella danza. E poi ci sono quelli che (famosi rapper) cantano addirittura “di moda”, come Gue Pequeno con la sua Guersace (che allude a Versace), Sfera Ebbasta con Balenciaga; e chi come Tedua si diletta a sfilare sulla passerella di Dolce e Gabbana. Oppure, ancora, pop star come Dua Lipa che ha appena lanciato una collaborazione con Pepe Jeans London firmando una capsule collection ispirata agli anni ’90 e 2000 – oltre ad essere ambassador ufficiale del marchio. E la rapper Nicki Minaj che ha creato di recente la collezione FENDI Prints On per la griffe italiana Fendi.

C’è anche chi mette la danza al centro dello show. Maria Grazia Chiuri, per la sfilata primavera estate 2019 di Dior, ha fatto esibire sulla pedana nove ballerini in una emozionante performance ginnica. Mentre gli ormai ex designer di Kenzo, Humberto Léon e Carol Him, in occasione della fashion week parigina dello scorso febbraio, hanno presentato all’interno di una palestra nella Ville Lumière la collezione Memento 4 del brand attraverso un’esibizione di breakdance, in un mix di vogueing e danza contemporanea.

Con il mondo della danza vanta una forte liaison d’amour anche Chanel. Per la seconda volta consecutiva la maison della doppia C ha promosso la serata di gala per la stagione del balletto 2019-2020 dell’Opera di Parigi, disegnando i costumi di scena sotto la direzione creativa di Virginie Viard. Non solo, la casa di moda fondata da Gabrielle Coco è l’ideatrice della nuova edizione (la prima si è tenuta in Giappone ad aprile) del concorso di danza Chanel Chance Audition, una vera e propria audizione di ballo dedicata a tutti gli appassionati e professionisti, i quali avranno l’onore di ricreare il mondo allegorico del film pubblicitario “Chance”, diretto da Jean-Paul Goude. L’evento si svolgerà dal 20 al 23 novembre presso Palazzo Giureconsulti a Milano e i vincitori godranno della possibilità di vivere una fantastica experience a Parigi.

La danza invade perfino le scene delle ultime campagne pubblicitarie di moda.

#letmedance, titolo della nuova campagna di Carmens, il brand di calzature made in Italy dallo spirito contemporaneo (il marchio ha un flagship store nel cuore di Roma, mentre a Milano c’è un pop up store), pone l’accento sulla danza e la femminilità. Protagonista la bella e sensuale cantante romana Elodie che si esibisce in diverse forme di danza dalla Salsa al Merenghe, Tango e Disco Dance per trasmettere un messaggio importante: la capacità delle donne di cambiare, sentirsi diverse restando però sempre loro stesse.

In quella di MICHAEL Michael Kors per Natale, scattata dal fotografo Cass Bird, i modelli Bella Hadid, Austin Augie e Salomon Diaz si scatenano felici in un ballo tutta la notte, indossando gli abiti della capsule #MKGO Sea & Ski.

In #ComeAsYouAre_RSVP, la campagna Cruise 2020 di Gucci, ideata dal direttore creativo Alessandro Michele e realizzata dal fotografo e regista Harmony Korine e dal direttore artistico Christopher Simmond, viene celebrata la festa come allegro momento conviviale. L’attrice Sienna Miller, il cantante e attore Iggy Pop, l’ex top model Benedetta Barzini e il rapper statunitense Gucci Mane sono stati immortalati mentre si divertono e ballano felici nella piscina della nota villa romana La Furibonda (qui è stata girata la scena del party in giardino del film premio oscar La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino).

Infine neanche la fotografia di moda resta indifferente al mondo della danza. Il rinomato fotografo di fashion e beauty Ken Browar e la compagna Deborah Ory, ex ballerina ora fotografa di scena, hanno unito la loro passione per la fotografia e la danza raccogliendo in un libro uscito a settembre (“The Style of Movement: Fashion and Dance”, edito da Rizzoli International con prefazione dello stilista Valentino) una serie di immagini che ritraggono celebri ballerini mentre danzano leggiadri, con addosso prestigiosi abiti di haute couture.

Musica, danza e moda si fondono pertanto in un mix perfetto che dà vita a un’inedita forma d’arte, unica e ad alto tasso di espressività. 

 

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Sono realizzati in cotone biologico, lavabili e in grado di minimizzare il rischio di allergie: sono i salvaslip del brand francese Dans Ma Culotte specializzato in prodotti pensati appositamente per quel periodo del mese. On-line troverete tutto ciò che serve durante il ciclo: dallo slip riutilizzabile che sostituisce l’assorbente ai tamponi bio, passando per la coppetta mestruale e tutti gli accessori necessari, dai tool per il lavaggio in poi. Dimenticate inoltre il look ‘farmaceutico’ che questa categoria di prodotti possiede abitualmente perché Dans Ma Culottes utilizza invece pack e tessuti con stampe colorate e molto arty. Una vera rivoluzione per un argomento spesso tabù.

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Torna il 26 novembre alla Torneria Tortona a Milano la serata di raccolta fondi a favore Progetto Sorriso Nel Mondo, l'associazione internazionale per il trattamento e la cura delle malformazioni e deformità cranio-facciali in Paesi a basse risorse. L'ottava edizione dell'evento benefico a cura di Gerry Mandara e Sara Sozzani Maino vedrà la partecipazione di numerosi marchi internazionali della moda, della bellezza e del design. Per tutta la serata, infatti, sarà possibile acquistare le famose Secret Bag, borse dal contenuto misterioso che trasformano un gesto di beneficenza in un bellissimo gioco che premia la generosità: più alta sarà l’offerta, maggiore sarà il numero o il valore dei doni all'interno di ogni singola borsa. Vi aspettiamo!

L'evento, a ingresso libero, è in programma martedì 26 novembre dalle 19.00 alle 22.30 presso Torneria Tortona in via Tortona 31 a Milano.

Progetto Sorriso nel Mondo - Onlus

Progetto Sorriso nel Mondo Onlus opera in Bangladesh, dal 1997, e in Africa (Congo e Burundi), dal 2005, occupandosi principalmente di correzione delle malformazioni del viso e di terapia delle ustioni.

Le malformazioni del viso sono tra i difetti congeniti più frequenti in tutto il mondo e colpiscono in media un bambino su mille. Nei Paesi ricchi, vengono trattate a pochi mesi di vita e l’impressione dell’uomo comune è che non esistano più. Nei Paesi poveri, spesso mancano le competenze, le risorse e, di fatto, non sono trattate adeguatamente. Ogni anno, Progetto Sorriso nel Mondo Onlus torna in questi paesi e svolge la sua attività sempre nella stessa struttura e nello stesso periodo dell’anno, offrendo così un punto di riferimento e una meta di speranza per centinaia di persone prive di mezzi economici.

L’Associazione è formata esclusivamente da volontari che offrono le loro competenze e capacità professionali. Chirurghi, anestesisti, infermieri e altre figure professionali, organizzati in équipe ben coordinate, rendono l’attività completamente autonoma su qualsiasi territorio e in qualsiasi condizione.

Tutti i servizi e le attività sono realizzati su base volontaria. Ciò permette di effettuare operazioni chirurgiche a costi davvero molto bassi: 150 euro per intervento.

Dal 1997 ad oggi, sono stati effettuati oltre 6.200 interventi. La maggior parte è stata realizzata per correggere malformazioni del viso, quali labiopalatoschisi e schisi facciali, oltre a interventi per la cura di tumori del viso e del collo e di chirurgia plastica per la correzione di esiti di ustione. In questi anni, sono stati visitati e curati più di 14.500 pazienti, in prevalenza bambini.

Con il ricavato delle precedenti edizioni si sono potuti portare a termine numerosi e importanti progetti: la costruzione di sale operatorie nell’Ospedale di Mymensingh e l’acquisto di aspiratori chirurgici per l’ospedale Santa Maria Sick Assistance di Khulna, in Bangladesh, oltre a sostenere le attività sanitarie delle missioni nella Repubblica Democratica del Congo.

www.progettosorrisonelmondo.org



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Le scarpe gioiello sono il sogno di ogni donna. Da sempre è nota la loro capacità di trasformare totalmente un outfit, quasi come in un racconto incantato. Per Cenerentola la scarpetta di cristallo apre le porte del Palazzo Reale, per Carrie Bradshaw le pumps Hangisi di Manolo Blahnik sostituiscono l’abito da sposa da Vivienne Westwood diventando protagoniste del suo look nuziale. Per quanto preziose e decorate, sanno risultare incredibilmente versatili, tramutando un semplice abbinamento di jeans e t-shirt bianca in una mise da ufficio, e rendendo ancora più importante e sofisticato un abito da sera.

Area
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Gucci
Gucci

Per la stagione autunno inverno 2019 2020, le scarpe gioiello si presentano all'appello in tutto il loro vortice di luminosità e colore, proposte in modelli diversi che spaziano dalla décolleté all'anfibio. Nelle collezioni se ne distinguono tre categorie precise, guidando così la selezione (e l’acquisto).

Gucci Autunno Inverno 2019 2020
Gucci Autunno Inverno 2019 2020
Paris Texas
Paris Texas

In primo piano si trovano le scarpe gioiello dall'estetica rock, con un sottotono gotico e un po’ punk. Il nero è colore primario di questi modelli, che si declinano in versioni di pelle, eco-pelle o vernice. Il decoro aleggia quasi sempre sul versante dell’argento, con borchie metalliche che ricordano i look di una Carnaby Street anni Sessanta. Per Gucci, il gioiello è aggressivo e potente, e si condensa in un mocassino Oxford dalle linee bombate, con tomaia in eco-pelle ornata sulla punta e sul tallone da inserti metallici.

Balmain Autunno Inverno 2019 2020
Balmain Autunno Inverno 2019 2020
Dolce & Gabbana Autunno Inverno 2019 2020
Dolce & Gabbana Autunno Inverno 2019 2020

Per Balmain la silhouette è più delicata e femminile e prende i contorni di una décolleté con tacco color argento. La tomaia in suede è ricca di piccole borchie appuntite, mentre d’effetto è il cinturino realizzato con una maxi catena in metallo argentato. Diverso è anche l’approccio di Dolce & Gabbana che prendono un classico tra gli accessori punk rendendolo più sofisticato e moderno. Gli anfibi subiscono infatti una metamorfosi rendendo più fini i propri contorni che risultano meno tozzi e più lineari, mentre le stringhe laterali si ricoprono di fibbie in pietre dure smerigliate e colorate.

Sophia Webster
Sophia Webster
Paco Rabanne Autunno Inverno 2019 2020
Paco Rabanne Autunno Inverno 2019 2020
Burberry Autunno Inverno 2019 2020
Burberry Autunno Inverno 2019 2020

Seconda categoria è quella delle scarpe gioiello dal design classico che vengono arricchite da decorazioni preziose. Modello prediletto in questi casi è la pump, grazie al suo design affusolato e basic, che getta le basi per abbellimenti di ogni genere. Paco Rabanne sceglie una splendida sfumatura di rosa antico tendente al lavanda chiaro su cui inserire una profusione di cristalli trasparenti e sagomati in varie forme, dai cerchi ai cuori, circondati da fregi di piccole perle bianche.

Dior Autunno Inverno 2019 2020
Dior Autunno Inverno 2019 2020
Midnight 00
Midnight 00

Burberry si tiene ben stretto ai fili che lo legano al suo heritage British, e il suo accessorio chiave è una pump in color cuoio bruciato con punta nera, impreziosito da nastri di metallo ricoperti di cristalli. Dior e Mary Katrantzou sono più basic e minimal: Maria Grazia Chiuri sceglie infatti una piccola fibbia circolare in pietre dure trasparenti per decorare il tartan a contrasto verde e nero delle sue calzature, mentre la designer greca opta per un delicatissimo cinturino interamente ricoperto di piccoli cristalli.

Miu Miu Autunno Inverno 2019 2020
Miu Miu Autunno Inverno 2019 2020
Jimmy Choo
Jimmy Choo

Ultima versione delle scarpe gioiello per l’autunno inverno 2019 2020 è sicuramente quella interamente ricoperta di glitter. Quando si vuole osare è fondamentale farlo bene, per questo i glitter rappresentano una delle scelte vincenti se si desidera indossare un accessorio dal forte impatto.

Givenchy Autunno Inverno 2019 2020
Givenchy Autunno Inverno 2019 2020
René Caovilla
René Caovilla

In un’anteprima di quella che sarà la moda per il Capodanno, Miu Miu propone una pump in glitter total-gold con bellissimi intrecci sulla caviglia, splendida con un mini dress per festeggiare il Nuovo Anno. Segue a ruota Givenchy proponendo una pump in total-silver, luminosa e perfetta anche per essere indossata di giorno. Più complessa e articolata è invece Prada, che ai glitter preferisce un decoro tridimensionale in piccole pietre dure di un fucsia violaceo.

Prada Autunno Inverno 2019 2020
Prada Autunno Inverno 2019 2020

Il paio di scarpe gioiello imperdibile? Quello di Versace, con cinturini che abbracciano il polpaccio e una ricchissima decorazione con fiocchi dorati e l’immancabile volto di Medusa.

Versace Autunno Inverno 2019 2020
Versace Autunno Inverno 2019 2020

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Le favole si richiamano a miti e archetipi universali, adattandoli a un immaginario mutevole. Danno messaggi positivi. Insegnano le regole. Mettono in guardia di fronte ai pericoli della vita. In una parola, funzionano.

Ecco perché il loro potere va ben oltre la narrazione, e può ispirare molti ambiti della creatività. Esempio: il Gran Ballo della Venaria Reale, che si tiene sabato 16 novembre nella splendida Reggia della Venaria Reale di Torino, rimanda immediatamente alla favola di Cenerentola. Ma se lo storytelling in filigrana non cambia – e fa appello alle immagini di disneyana memoria – muta però la premessa e soprattutto la finalità.

Il Gran Ballo della Venaria Reale
Il Gran Ballo della Venaria Reale
Francesco Ragni

La manifestazione di beneficenza, che è giunta alla venticinquesima edizione, come da tradizione raduna sì gli allievi dell’Accademia Navale di Livorno in alta uniforme e circa trenta debuttanti internazionali vestite per l’occasione dallo stilista Carlo Pignatelli. Ma non si configura come semplice evento di gala: Il progetto per questa XXV edizione punterà l’attenzione, per il secondo anno consecutivo, sulla campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Da qui l’adesione al progetto “scarpette rosse” (quelle che indosseranno le debuttanti), affinché possa essere rilanciato e tenuto vivo il messaggio dell'iniziativa “Zapatos Rojos” realizzato per la prima volta nel 2009 a Ciudad Juárez, la città di frontiera nel nord del Messico dove è nato il termine “femminicidio”.

Gessica NotaroTelethon Dinner - 14th Rome Film Fest 2019
Gessica Notaro
Daniele Venturelli

Alla serata, presentata dal Fulvio Giuliani, sarà presente Gessica Notaro. Ed è qui che la favola aggiorna il suo messaggio per parlare di un’emergenza sociale: la ex-finalista di Miss Italia che nel 2017 fu aggredita e sfregiata con l’acido dall’ex fidanzato Edson Tavares, è infatti scesa in campo contro la violenza sulle donne e porta, ovunque riesca, la sua testimonianza di forza, coraggio e speranza. Perché Cenerentola resti una favola bella, senza finali horror.

Le scarpette rosse di una delle debuttanti
Le scarpette rosse di una delle debuttanti
Francesco RagniIl Gran Ballo della Venaria
Il Gran Ballo della Venaria
Francesco Ragni


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La prima volta che Piero Piazzi mi ha parlato di The Children for Peace ho pensato a una frase di Gianni Rodari. "Quanto pesa una lacrima?" "Dipende: la lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la Terra". Piero ed io, di fatto, abbiamo a che fare con due "nuovi nati" il cui essere venuti al mondo dalla parte facile del Pianeta non rende cattivi - non fraintendete - ma solo più fortunati. Anche io e Piero, d'altronde, siamo stati bambini con un'infanzia degna di questo nome.

Ciò che conta, ciò che sempre conta, è la consapevolezza. Piero, che fra le altre è il Presidente di Women Management, ha un'intelligenza lucida, una notevole sensibilità e quindi una totale consapevolezza. Un "awareness" della restituzione che lo ha fatto abbracciare completamente quella che è la filosofia, il cuore, di The Children for Peace (ONLUS) un'Organizzazione italiana No Profit fondata da Debra Mace nata per sostenere, restituire appunto. La NGO opera infatti in Medio Oriente, Territori occupati Palestinesi, Africa e Colombia. In ognuno di questi Paesi i volontari di The Children for Peace portano aiuto ai bambini che vedono la loro infanzia negata dai conflitti armati, dall’analfabetismo e dalle malattie. Un impegno pratico: da sempre la Onlus è presente sul campo trovando solo così il modo più efficace per raggiungere i suoi obiettivi, per adempiere alla sua missione. Il punto di partenza sono sempre i più bisognosi, i villaggi più poveri, le baraccopoli dimenticate.

Un lavoro che trova nella condivisione la chiave per la solidarietà: The Children for Peace infatti entra in contatto con le realtà locali, collabora e crea una rete di solidarietà con altre Onlus e ONG presenti sul territorio e individua una struttura adatta a diventare orfanotrofio, casa accoglienza o scuola. Nessuno stupore quindi, nel ritrovare Piero Piazzi fra gli ingranaggi di questa NGO.

“Ho accettato con immenso piacere il ruolo di Ambassador per The Children For Peace perché questa ONG rispecchia il concetto di famiglia che io sostengo in ogni momento della mia vita", spiega. "Da sempre sono molto vicino ai malati di AIDS, per diversi anni ho prestato la mia opera come volontario nei reparti di malattie infettive e nella realizzazione di diverse iniziative accanto al compianto Prof. Moroni allora Presidente di Anlaids. Il mio non è assolutamente solo un incarico istituzionale ma concreto, viaggiando e dando il mio aiuto nei paesi in cui The Children For Peace opera. Questo viaggio a Gulu, Uganda mi dà la possibilità di immergermi non solo nelle gravissime problematiche quotidiane dei bambini e delle loro famiglie ma anche nell’amore che solo i bambini ti sanno dare anche solo con un sorriso, e io vivo d’amore e per l’amore…”.

Qui sotto vi mostriamo le immagini, realizzate dalla fotografa Amina Marazzi Gandolfi. Per conoscere di più la realtà di The Children for Peace e per sostenerla qui trovate il link con tutte le informazioni (https://www.thechildrenforpeace.org/).

The Children for Peace a Gulu, Uganda
Amina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi GandolfiAmina Marazzi Gandolfi

The Children for Peace a Gulu, Uganda



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Ashley Graham aspetta il suo primo figlio ma, a differenza della maggior parte delle star, non mette in mostra solo il pancione ma anche la cellulite. È sempre andata fiera delle sue imperfezioni e anche ora vuole dimostrare a tutte le future mamme che non bisogna avere paura dei naturali cambiamenti fisici provocati dalla gravidanza.Continua a leggere

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L'installazione di dispositivi anti-abbandono, che si suddividono in modelli a cuscino, modelli con connessione smartphone e modelli agganciabili, è ormai un obbligo previsto dalla legge dopo i numerosi e tristi fatti di cronaca che hanno riguardato l'abbandono di minori all'interno delle autovetture. Scopriamo insieme quali sono quelli più sicuri sul mercato.Continua a leggere

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La tendenza di moda uomo 2019 di oggi è il pellicciotto eco

Indossata da Ezra Miller per la sua ultima apparizione pubblica, la giacca in eco pelliccia è oramai sdoganata nel guardaroba maschile, specialmente in quello più fluido di Millennial e Gen Z.

L'attore di Animali Fantastici, in occasione del Time 100 Next Gala a New York, ha sfoggiato un outfit firmato Saint Laurent davvero originale, composto da un pellicciotto green multicolor, abbinato con una camicia in lurex, pantaloni di pelle e booties glitter. Miller ha completato il look con una collana vistosa con maxi teschi e un make-up "egiziano" dalle nuance metalliche.

10475425uAndrew H. Walker/Shutterstock

L'attore non è nuovo agli outfit teatrali, per la promozione di Animali Fantastici del 2018, Miller aveva girato il mondo esibendo ensemble sempre più spettacolari.

Con due film in preparazione, tra cui l'attesissima trasposizione cinematografica del personaggio dei fumetti, The Flash, Ezra Miller si prepara in grande stile a tornare sotto i riflettori.

Saint Laurent (visto su farfetch.com)
Saint Laurent (visto su farfetch.com)

Scorrete in basso per i migliori pellicciotti dalle collezioni di moda uomo 2019.

Neil Barrett (visto su farfetch.com)
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Baracuta (visto su farfetch.com)
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Prada (visto su farfetch.com)
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Opening Ceremony (visto su farfetch.com)
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Gucci (visto su farfetch.com)
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